Parrocchia Santa Maria del Pozzo

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Francesco Oliva Vescovo




Francesco Oliva è il nuovo Vescovo
della Diocesi Locri - Gerace









All’Amministratore diocesano,
ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose,
ai fedeli laici della diocesi di Locri-Gerace





Fratelli e sorelle carissimi,
Permettetemi di parteciparvi i miei sentimenti di ringraziamento al Signore, e soprattutto la mia trepidazione, nel comunicarvi che il Santo Padre papa Francesco ha voluto eleggermi vescovo di questa antica e bella diocesi. Al Santo Padre va la mia riconoscenza per avermi designato ad un servizio pastorale così delicato ed importante, nonostante le mie debolezze ed insufficienze.
Esprimo un vivo senso di gratitudine verso la mia comunità diocesana, verso i confratelli, che mi hanno fatto sentire la bellezza dell'essere parte di un presbiterio unito, pur con i limiti legati alla soggettività di ciascuno. Ringrazio i vescovi della mia diocesi di origine, con i quali, in questi ultimi anni, v'è stato un rapporto di più stretta collaborazione in un percorso pastorale arricchente e creativo. Conservo in me la ricchezza di esperienza pastorale condivisa in questi ultimi due anni con il mio vescovo don Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, preziosa guida della chiesa cassanese, che ho amato e servito e che tanto mi ha dato. Confido nel suo accompagnamento orante e nella sua vicinanza spirituale.
Il Signore, chiamandomi al ministero episcopale, mi ha affidato questa Chiesa particolare, ricca di fede, storia e di tradizioni. Vengo come ministro del Vangelo, per donarvi la grazia di Dio e servirvi nella cura pastorale, e per nessun altro motivo. Consapevole dei miei tanti limiti, ho fiducia nella misericordia di Dio. Sono desideroso di conoscervi, pronto a spendermi per voi. Vi confido che ho accettato in spirito di fede e per obbedienza ad una chiamata del Signore al quale non si può dire di no. Il Signore è imprevedibile ed imperscrutabili sono i suoi disegni. Quanto sta accadendo non era nei miei pensieri e nelle mie attese. Proverò a rispondere con impegno e fedeltà. So di non essere solo: la vicinanza di tutti voi, mi aiuterà a vivere più intensamente la bellezza della vocazione e della missione ricevuta. Siete voi la forza e la speranza della Chiesa di Dio, che è in Locri-Gerace. Il Vescovo ne è solo la guida. Confido nella vostra preghiera, ma anche nella vostra accoglienza e comprensione. Spero di poter godere sincera e fattiva collaborazione da parte di mons. Cornelio Femia, che, con spirito di servizio, in questi ultimi mesi, si è fatto carico della responsabilità pastorale.
Fratelli e sorelle,
Vengo dall'altra parte della Calabria in questo bel lembo della nostra Regione con tanta voglia di continuare a servire il Signore. E se sono ancora sorpreso e confuso per quanto sta accadendo nella mia vita, sono certo che Lui che è fedele al suo amore non mi abbandonerà. Egli si serve di strumenti deboli, per realizzare i suoi progetti e alla pochezza della mia umanità supplisca la ricchezza del suo amore.
Ancora non vi conosco, ma vi confesso che già sento la gioia della fraternità e dell’amicizia di ciascuno di voi nella comune sottomissione al Signore. Come dice l'apostolo Paolo, “ho un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io” (Rm 1, 11-12). Mi perdonerete se non ho una conoscenza adeguata della vostra-nostra Chiesa particolare. So bene che non si può avere una conoscenza vera di un territorio, e tantomeno di una comunità di fede, solo per sentito dire. Per me è più importante il contatto umano, le relazioni sincere e la stima reciproca. Mi affido alla vostra cordialità. Sento il bisogno di continuare e condividere con voi l'esperienza di un cammino di fede, che ho avuto modo di vivere in tanti anni del mio sacerdozio nelle diverse comunità parrocchiali che mi sono state affidate, soprattutto in quella di San Girolamo in Castrovillari, ove ho trascorso gli anni più intensi della mia vita sacerdotale. Porto dentro di me la ricchezza, l'entusiasmo e la gioia di tante esperienze pastorali.
Guardo con fiducia al disegno, che il Signore ha tracciato per me, che non è quello di un navigatore solitario, ma di colui che è chiamato a continuare un progetto, che altri hanno faticato a costruire. Mi affianco a ciascuno di voi e mi inserisco, in punta di piedi, ma con entusiasmo, nel cammino segnato dallo Spirito sotto la guida di amati pastori. A mons. Giuseppe Fiorini Morosini, che, per cinque anni, ha guidato questa Chiesa particolare, esprimo riconoscenza per il lavoro svolto. So che mi consegna una diocesi viva, capace di accogliere e far germogliare quei semi di speranza che il Signore non manca di dispensarle.
Presento alla misericordia del Padre l'invocazione di quanti a causa della malattia, della vecchiaia o della povertà tendono la mano, come anche di coloro che hanno perso il lavoro o un lavoro non l'hanno mai avuto, di quanti soffrono a causa della violenza e dell'ingiusta prevaricazione subite da chi ha scelto la via della disonestà, dello sfruttamento e dell'odio. Sono vicino alle famiglie, particolarmente a quelle che in questo tempo stanno vivendo momenti di difficoltà per la perdita del lavoro o per altri motivi, come l’esperienza del fallimento e della divisione. Mi attendo molto dai giovani: sostenuti dal loro entusiasmo molto possono dare alla Chiesa e alla società, se non si arrendono alla fatalità e alla rassegnazione.
Il mio saluto va agli immigrati, uomini e donne, che, mossi dal desiderio di un futuro migliore, salpano sulle nostre coste, con la speranza di trovare accoglienza ed ospitalità, ma anche ai tanti emigrati della Locride che la ricerca di condizioni migliori di lavoro ha costretto ad andare altrove.
Desidero, in ultimo, rivolgere il mio saluto riconoscente alle autorità civili, con cui intendo stabilire, nel rispetto delle proprie competenze, un rapporto leale e di collaborazione in vista del bene comune.
Fin d’ora esprimo il desiderio di non volere doni o regali, per quanto simbolici. Se qualcuno, comunità o singoli, vuole esprimere un segno concreto della sua gioia ed accoglienza gradirei che venisse destinato alle necessità dei poveri tramite la Caritas Diocesana.
“Confido nella fedeltà di Dio per sempre” (salmo 52,10) ed affido il mio ministero a Maria Immacolata, nostra Patrona, modello e tipo della Chiesa, perché come madre possa accompagnare il nostro cammino di fede.


A tutti auguro la gioia e la pace del Signore Risorto.
Cassano all’Jonio, III domenica di Pasqua, 2014



Don Francesco
Vescovo eletto di Locri-Gerace









 
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