Parrocchia Santa Maria del Pozzo

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Gesù riconosce i suoi figli in ogni angolo del mondo




Gesù riconosce i suoi figli in ogni angolo del mondo

 







Padre Ermes Ronchi
Ventunesima Settimana
del Tempo Ordinario
Anno C


(...) «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Sforzatevi di entrare per la porta stretta
. Per la porta larga vuole passare chi crede di avere addosso l'odore di Dio, preso tra incensi, riti e preghiere, e di questo si vanta. Per la porta stretta entra «chi ha addosso l'odore delle pecore» (papa Francesco), l'operaio di Dio con le mani segnate dal lavoro, dal cuore buono. È la porta del servizio.
Quando il padrone di casa chiuderà la porta, voi busserete: Signore aprici. E lui: non so di dove siete, non vi conosco. Avete false credenziali. Infatti quelli che vogliono entrare si vantano di cose poco significative: abbiamo mangiato e bevuto con te, eravamo in piazza ad ascoltarti... ma questo può essere solo un alibi, non significa che abbiano accolto davvero il suo Vangelo. La sua Parola è vera solo se diventa carne e sangue. A molti contemporanei di Gesù succedeva proprio questo: di sedere a mensa con lui, ascoltarlo parlare, emozionarsi, ma tutto finiva lì, non ne avevano la vita trasformata. Così noi possiamo partecipare a messe, ascoltare prediche, dirci cristiani, difendere la croce come simbolo di una civiltà, ma tutto questo non basta. La misura è nella vita. La fede autentica scende in quel tuo profondo dove nascono le azioni, i pensieri, i sogni, e da là erompe a plasmare tutta intera la tua vita, tutte le tue relazioni. Perché le cose di Dio e le cose dell'uomo sono indissolubili. Infatti quelli che bussano alla porta chiusa hanno compiuto sì azioni per Dio, ma nessuna azione per i fratelli. Non basta mangiare Gesù che è il pane, occorre farsi pane.
Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia. Non vi conosco. Il riconoscimento sta nella giustizia. Dio non ti riconosce per formule, riti o simboli, ma perché hai mani di giustizia. Ti riconosce non perché fai delle cose per lui, ma perché con lui e come lui fai delle cose per gli altri. Non so di dove siete: i vostri modi di vedere gli altri sono lontanissimi dai miei, voi venite da un mondo diverso rispetto al mio, da un altro pianeta.
La conclusione della parabola è piena di sorprese. Prima di tutto è sfatata l'idea della porta stretta come porta per pochi, per i più bravi: tutti possono passare. Oltre quella porta Gesù immagina una festa multicolore:verranno da oriente e occidente, dal nord e dal sud del mondo e siederanno a mensa. Il sogno di Dio: far sorgere figli da ogni dove. Li raccoglie, per una offerta di felicità, da tutti gli angoli del mondo, variopinti clandestini del regno, arrivati ultimi e da lui considerati primi.
Gesù li riconosce dall'odore, lui che con le pecore sperdute, sofferenti, malate si è mischiato per tutta la vita. Li riconosce perché sanno il suo stesso odore.

(Letture: Isaia 66, 18-21; Salmo 116; Ebrei 12, 5-7. 11-13; Luca 13, 22-30)





Rinfranchiamo le mani inerti e le ginocchia fiacche



[TONINO LASCONI]

Letture: Is 66, 18b-21; SAl 116; Eb 12, 5-7.11-13, Lc 13,22-30

Siamo tentati, come tutti, di cercare sempre la via del tutto e subito, senza sforzo; Gesù però ci avverte che alla vera vita si arriva per la “porta stretta”, con l’impegno e la faticaCerto che Gesù è davvero strano! Meglio: certo che Gesù è davvero diverso!
Immaginiamolo ai nostri tempi, magari durante una campagna elettorale, o in uno dei tanti stucchevoli talkshow dove i politici vantano la loro merce. Spiazzerebbe tutti. Perché gli altri – tutti senza eccezione di colore e di posizione – inviterebbero a “entrare per la porta larga”: “Venite con me, che diminuirò le tasse, che farò calare i prezzi, che aumenterò i posti di lavoro, che toglierò le buche dalle strade, che…”.
Poi arriverebbe il turno di Gesù, e: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”. Lo prenderebbero per pazzo, e, ridendo sotto i baffi, lo lascerebbero parlare sicuri che i loro voti sarebbero al sicuro.
Succederebbe proprio così. La cosa più preoccupante, però, non sarebbe l’ironia dei “concorrenti”, ma la probabile adesione fiduciosa e calorosa a coloro che promettono la porta larga anche da parte di coloro che si ritengono cristiani. Abbiamo qualche dubbio in proposito? Guardiamo a ciò che è accaduto da ormai tanti anni a questa parte e che accade ancora. Siamo andati dietro in massa (e perciò in questa massa dovevano esserci anche i “cristiani”) a tutti coloro che promettevano la porta larga, cioè il “tutto, subito, facile”.  E non soltanto per quanto riguarda la politica, ma in tutti gli ambiti, cominciando dalla famiglia, per seguire con la scuola, per continuare negli altri settori della vita personale e sociale.
Le conseguenze le stiamo vedendo e subendo.
Domanda: “Perché questa difficoltà ad ascoltare l’invito di vivere secondo il criterio della porta stretta, se conosciamo le conseguenze della porta larga?”.
La risposta va cercata sotto l’albero del bene e del male, che non sta confinato alle origini della nostra storia, ma è sempre sopra la nostra testa, davanti ai nostri occhi, ai quali, come a quelli di Adamo ed Eva, il suo frutto sembra “buono da mangiare, gradevole agli occhi, e desiderabile per acquistare saggezza” (Gen 3,6).
Oggi, come all’inizio, come sempre, e forse anche di più, il serpente, sotto vari travestimenti anche estremamente furbi, invita a scegliere la porta larga, ottenendo un indice di ascolto altissimo, per cui, anche non volendo, finiamo nostro malgrado per esserne catturati, o quanto meno influenzati. Pensiamo alla pubblicità che ci bombarda: è facilissimo togliere lo sporco, il sudore, rimanere giovani, eliminare il colesterolo, avere successo, fabbricare un figlio, eliminare la sofferenza, salire le scale… Tutto è facile, facilissimo. Tutto si può ottenere subito e senza sforzo.
Il bene, invece è sempre porta stretta. Perché il bene è solidarietà, gratuità, giustizia, pace, non violenza, perdono, misericordia, sobrietà. E’: “Va’ e fa’ anche tu come il samaritano”, “Amatevi come io vi ho amato”, “Beati i poveri in spirito, beati i miti, beati gli affamati e gli assetati di giustizia…”.
Altra domanda: “ma dove sta questa porta stretta, davanti alla quale si creerà una ressa come davanti agli stati di calcio e ai concerti rock?”.
La fantasia ci porta a pensarla in paradiso, dove san Pietro con le sue grosse chiavi, scruta chi vuole entrare con la precisione di un megagalattico metal detector. Non è così! La “porta stretta” è quella che ogni giorno ci si para davanti, e ci chiede di scegliere se vogliamo allungare la mano verso il frutto dell’albero del bene e del male, oppure affidarci al messaggio e alla testimonianza di Gesù. Scegliere di volta in volta, umilmente e coraggiosamente la porta stretta ci mette nella condizione di non dover sgomitare inutilmente quando ci troveremo davanti a quella del cielo. A noi la decisione.
Certo, la porta stretta è difficile da scegliere e faticosa da attraversare, però san Paolo ci avverte: “Sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati”. D’altra parte, ci arriviamo anche con la nostra testa a capire che a mandare avanti il mondo non sono i buontemponi della porta larga, ma quelli della porta stretta,dell’impegno e della fatica.
Come sempre, la parola di Gesù, apparentemente così lontana e sorpassata, è in realtà una concretissima e attualissima indicazione di vita saggia, buona, vera. Non solo a livello spirituale, ma anche psicologico e umano, persino sociale ed economico. La crisi che stiamo vivendo insegna. Rinfranchiamo perciò “le mani inerti e le ginocchia fiacche” rese tali dall’illusione della porta larga e diamoci da fare.







Preghiera

Tra facili entusiasmi e imprevisti abbandoni,
così va la nostra vita non proprio dietro Te, Signore,
ma assecondando i nostri stati d'umore e tutto ciò
che sembra disegnare la nostra vita
senza che noi ce ne rendiamo conto.
Così almeno noi ci giustifichiamo…
La “porta stretta” è spezzare
questa assurda ed inquietante catena?
La “porta stretta” è camminare anche quando
la strada va decisamente in salita.
La porta è, come nelle sinagoghe del tempo,
quella piccola per quanti non passavano con gli altolocati
attraverso il portone centrale.
Era quella laterale e vi entravano coloro
che, temendo d'essere indegni,
accedevano quasi di nascosto e tuttavia
sapevano gioire d’ogni Tua parola
e d’ogni nota che saliva dal canto dei presenti


Amen.


 
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