Parrocchia Santa Maria del Pozzo

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Gmg 2013




Giornata Mondiale della Gioventù 2013









Che cos'è la GMG?



Tutto è cominciato con l’incontro promosso da Papa Giovanni Paolo II nel 1984. E’ stato un incontro di Amore, sognato da Dio e accolto dai giovani,desiderosi di essere ascoltati e di trovare un cuore pronto ad accoglierli.

La Giornata Mondiale della Gioventù, come è stata chiamata a partire dal 1985, continua a presentare al mondo la testimonianza di una fede viva, trasformatrice, e a mostrare il volto di Cristo in ogni giovane.

Sono loro, i giovani, i protagonisti di questo grande incontro di fede, speranza ed unità. La GMG ha per obiettivo principale far conoscere a tutti i giovani il messaggio di Cristo. É attraverso di loro che il “volto” giovane di Cristo si manifesta al mondo.

La Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolge annualmente nelle diocesi di tutto il mondo, prevede ogni 2 o 3 anni un incontro internazionale dei giovani con il Papa, che dura circa una settimana. L’ultima edizione internazionale della GMG si è tenuta nell’ agosto 2011 a Madrid, in Spagna, ed ha riunito più di 190 paesi.

La XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù si terrà dal 23 al 28 luglio 2013 nella città di Rio de Janeiro ed ha come motto “ Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28, 19).

La GMG ha la sua origine nei grandi incontri con i giovani, presieduti da Papa Giovanni Paolo II a Roma. L’incontro Internazionale della Gioventù è avvenuto nel 1984 in occasione dell’Anno Santo della Redenzione a Piazza San Pietro, in Vaticano. Qui il Papa ha consegnato ai giovani la Croce che è poi diventata uno dei principali simboli della GMG, meglio conosciuta come la Croce della Giornata.

L’anno seguente, il 1985, è stato dichiarato dalle Nazioni Unite “anno internazionale della gioventù”. A marzo c´è stato un altro incontro internazionale di giovani in Vaticano. Nello stesso anno il Papa ha annunciato l’istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù.

La prima GMG è stata diocesana, a Roma, nel 1986. Sono seguiti gli incontri mondiali: a Buenos Aires (Argentina – 1987), con la partecipazione di 1 milione di giovani, a Santiago de Compostela (Spagna – 1989) con 600.000, a Czestochowa (Polonia – 1991) con 1,5 milioni, a Denver (Stati Uniti – 1993) con 500.000, a Manila (Filippine – 1995) con 4 milioni, a Parigi (Francia -1997) con 1 milione, a Roma (Italia – 2000) con 2 milioni, a Toronto (Canada – 2002) con 800 mila; a Colonia (Germania – 2005) con 1 milione, a Sidney (Australia – 2008) con 500 mila e a Madrid (Spagna – 2011) con 2 milioni.

Oltre al fatto di trovarsi in un altro paese, con le sue bellezze turistiche, la partecipazione alla GMG richiede un corpo preparato al pellegrinaggio e un cuore aperto alle meraviglie che Dio ha riservato per ognuno di noi.

Prevede catechesi, testimonianze, condivisioni, esempi di amore verso il prossimo e la Chiesa, festival della musica e attività culturali. Insomma, un incontro di cuori che credono, mossi dalla stessa speranza che la fratellanza nella diversità è possibile.




Il 23 Luglio è iniziata a Rio de Janeiro la 28° Giornata Mondiale della Gioventù


Sono i giovani i protagonisti di questo grande incontro di fede, speranza e unità. La GMG ha per obiettivo principale far conoscere a tutti i giovani il messaggio di Cristo. E' attraverso di loro che il "volto" giovane di Cristo si manifesta al mondo.


La preghiera ufficiale della GMG Rio 2013


Padre, hai inviato il Tuo Figlio Eterno per salvare il mondo e hai scelto uomini e donne affinché, per Lui, con Lui e in Lui, proclamassero la Buona Novella a tutti i popoli. Concedi le grazie necessarie perché risplenda sul volto di tutti i giovani la gioia di essere, mediante la forza dello Spirito, gli evangelizzatori di cui la Chiesa ha bisogno nel Terzo Millennio.

Cristo, Redentore dell’umanità, la Tua immagine con le braccia aperte sulla cima del Corcovado accoglie tutte le persone. Nella Tua offerta pasquale, ci hai condotto mediante lo Spirito Santo all’incontro filiale con il Padre. I giovani, che si nutrono dell’Eucaristia, Ti ascoltano nella Parola e Ti incontrano nel fratello, hanno bisogno della Tua infinita misericordia per percorrere le strade del mondo come discepoli-missionari della nuova evangelizzazione.

Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, con lo splendore della Tua Verità e con il fuoco del Tuo Amore, effondi la Tua Luce su tutti i giovani affinché, spinti dalla Giornata Mondiale della Gioventù, portino nei quattro angoli della terra la fede, la speranza e la carità, diventando grandi costruttori della cultura della vita e della pace e protagonisti di un mondo nuovo.

Amen!




"Fate chiasso"
il testo integrale del discorso del Papa ai ragazzi argentini



Spero ci sia "chiasso" qui a Rio. È una delle frasi pronunciate ieri da Papa Francesco che ha fatto il giro del mondo. Il discorso rivolto alle migliaia di giovani argentini venuti a Rio per la Gmg è stato molto incisivo e ha posto in rilievo molti dei temi del magistero del Papa: la Chiesa diretta verso le periferie, il fatto che non debba comportarsi come una Ong, gli eccessi della civiltà mondiale troppo esageratamente protesa verso il “culto del dio denaro”, l’“eutanasia culturale” che esclude gli anziani dalla vita sociale. Di seguito il testo integrale dell’intervento di Papa Francesco:

"Grazie…, grazie per essere qui, grazie per essere venuti… Grazie a coloro che sono dentro e molte grazie a coloro che sono rimasti fuori. Ai trentamila che mi dicono essere fuori. Li saluto da qui. Sono sotto la pioggia… grazie per il gesto di essersi avvicinati, grazie per essere venuti alla Giornata della Gioventù. Avevo suggerito al dottor Gasbarri, che è la persona che gestisce, che organizza il viaggio, di trovare un posticino per un incontro con voi, e in mezza giornata ha sistemato tutto. Voglio anche ringraziare pubblicamente il dottor Gasbarri per ciò che è riuscito a fare oggi.

Desidero dirvi ciò che spero come conseguenza della Giornata della Gioventù: spero che ci sia chiasso. Qui ci sarà chiasso, ci sarà. Qui a Rio ci sarà chiasso, ci sarà. Però io voglio che ci sia chiasso nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una ONG e la Chiesa non può essere una ONG. Che mi perdonino i vescovi ed i sacerdoti, se alcuni dopo vi creeranno confusione. E’ il consiglio. Grazie per ciò che potrete fare.

Guardate, io penso che, in questo momento, questa civiltà mondiale sia andata oltre i limiti, sia andata oltre i limiti perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi di esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. Esclusione degli anziani, ovviamente. Uno potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prende cura degli anziani; ma c’è anche un’eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire. E l’esclusione dei giovani. La percentuale che abbiamo di giovani senza lavoro, senza impiego, è molto alta e abbiamo una generazione che non ha esperienza della dignità guadagnata con il lavoro. Questa civiltà, cioè, ci ha portato a escludere i due vertici che sono il nostro futuro. Allora i giovani: devono emergere, devono farsi valere; i giovani devono uscire per lottare per i valori, lottare per questi valori; e gli anziani devono aprire la bocca, gli anziani devono aprire la bocca e insegnarci! Trasmetteteci la saggezza dei popoli!

Nel popolo argentino, io chiedo, di vero cuore, agli anziani: non venite meno nell’essere la riserva culturale del nostro popolo, riserva che trasmette la giustizia, che trasmette la storia, che trasmette i valori, che trasmette la memoria del popolo. E voi, per favore, non mettetevi contro gli anziani: lasciateli parlare, ascoltateli e andate avanti. Ma sappiate, sappiate che in questo momento voi, giovani, e gli anziani, siete condannati allo stesso destino: esclusione. Non vi lasciate escludere. E’ chiaro! Per questo credo che dobbiate lavorare. La fede in Gesù Cristo non è uno scherzo, è una cosa molto seria. E’ uno scandalo che Dio sia venuto a farsi uno di noi. E’ uno scandalo che sia morto su una croce. E’ uno scandalo: lo scandalo della Croce. La Croce continua a far scandalo. Ma è l’unico cammino sicuro: quello della Croce, quello di Gesù, quello dell’Incarnazione di Gesù. Per favore, non “frullate” la fede in Gesù Cristo. C’è il frullato di arancia, c’è il frullato di mela, c’è il frullato di banana, ma per favore non bevete “frullato” di fede.

La fede è intera, non si frulla. E’ la fede in Gesù. E’ la fede nel Figlio di Dio fatto uomo, che mi ha amato ed è morto per me. Allora: fate chiasso; abbiate cura degli estremi della popolazione, che sono gli anziani e i giovani; non lasciatevi escludere e che non si escludano gli anziani. Secondo: non “frullate” la fede in Gesù Cristo. Le Beatitudini. Che cosa dobbiamo fare, Padre? Guarda, leggi le Beatitudini che ti faranno bene. Se vuoi sapere che cosa devi fare concretamente leggi Matteo capitolo 25, che è il protocollo con il quale verremo giudicati. Con queste due cose avete il Piano d’azione: le Beatitudini e Matteo 25. Non avete bisogno di leggere altro. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Va bene; vi ringrazio per questa vicinanza. Mi dispiace che siate ingabbiati, però vi dico una cosa. Io, ogni tanto, lo sperimento: che brutta cosa è essere ingabbiati. Ve lo confesso di cuore, ma vediamo… Vi capisco. Mi sarebbe piaciuto esservi più vicino, ma comprendo che, per ragioni di sicurezza, non si può. Grazie per essere venuti, grazie per pregare per me; ve lo chiedo di cuore, ne ho bisogno. Ho bisogno delle vostre preghiere, ne ho tanto bisogno. Grazie per questo. Ebbene, vi voglio dare la Benedizione e dopo benediremo l’immagine della Vergine che percorrerà tutta la Repubblica… e la croce di San Francesco, che viaggeranno missionariamente. Ma non dimenticate: fate chiasso; abbiate cura dei due estremi della vita, i due estremi della storia dei popoli, che sono gli anziani e i giovani; e non frullate la fede. E adesso preghiamo, per benedire l’immagine della Vergine e darvi poi la Benedizione.

Ci alziamo in piedi per la Benedizione, ma prima voglio ringraziare per quello che ha detto mons. Arancedo, perché da autentico maleducato non l’ho ringraziato. Quindi, grazie per le tue parole!".



Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/07/26/gmg._fate_chiasso:_il_testo_integrale_del_discorso_del_papa_ai/it1-713958
del sito Radio Vaticana




Messa ad Aparecida
Testo integrale delle parole del Pontefice


Papa Francesco si rivolge ai fedeli:

«Quanta allegria mi da venire alla casa della Madre dei brasiliani, il santuario Nostra Signora di Aparecida. Il giorno dopo la mia elezione a Vescovo di Roma, ho visitato la Basilica di Santa Maria Maggiore per affidare alla Madonna il mio ministero. Oggi sono voluto venire qui per chiedere a Maria nostra Madre il buon esito della Giornata Mondiale della Gioventù e per mettere ai suoi piedi la vita del popolo latino americano. Vorrei dirvi innanzitutto una cosa: in questo santuario, sei anni fa, quando si è tenuta la quinta conferenza generale dell’ episcopato dell’America Latina e dei Caraibi. In quell’occasione è avvenuto un fatto bellissimo che ho visto di persona. Ho visto i Vescovi che hanno lavorato sul tema dell’ incontro con Cristo, del discepolato e dell’ammissione, che si sentivano incoraggiati e ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidarsi alla Madonna. Quella conferenza è stata un grande momento della Chiesa e infatti si può dire che il documento di Aparecida è nato proprio durante quell’ intreccio tra i lavori dei Pastori e la fede dei pellegrini, sotto la protezione materna di Maria.

La Chiesa, quando cerca Cristo, bussa sempre alla casa della Madre e le chiede mostrargli Gesu. E’ da lei che si impara il vero discepolato ed ecco che la Chiesa va in missione sempre seguendo la scia di Maria. Così, guardando alla Giornata Mondiale della Gioventù, che mi ha portato in Brasile, anche io vengo a bussare alla porta della casa di Maria, che ha amato ed educato Gesù affinchè aiuti tutti noi Pastori del popolo di Dio, i genitori e gli educatori a trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendono artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni. Per questo richiamare tre semplici atteggiamenti: mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio e vivere nella gioia.

Mantenere la speranza: la seconda lettura della messa presenta la scena drammatica di una donna. La figura di Maria viene perseguita da un drago, il diavolo che vuole divorarle il figlio. Ma la scena non è di morte, ma di vita perchè Dio interviene e mette in salvo il bambino. Quante difficoltà ci sono nella vita di ognuno nella nostra comunità di persone. Ma per quanto grandi possono apparire, Dio non lascia mai che ne siamo sommersi. Davanti allo scoraggiamento potrebbe esserci, nella vita in chi lavora nell’ evangelizzazione o di chi si sforza a vivere la fede come madre o padre di famiglia, vorrei dire una cosa: abbiate sempre nel cuore questa certezza, Dio cammina accanto a voi e in nessun momento vi abbandona, non perdiamo mai la speranza. non spegnamola mai nel nostro cuore. Il drago, il male, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte. Il più forte è Dio, è la nostra speranza. E vero che oggi un po’ tutti e anche i nostri giovani sentono il fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio e sembrano dare speranza: denaro, successo, potere, piacere. Spesso un senso di solitudine e di vuoto si fa strada nel cuore di molti e conduce alla ricerca di compensazioni, compensare con questi idoli passeggeri. Cari fratelli e sorelle, siamo luce di speranza, abbiamo uno sguardo positivo sulla realtà, incoraggiamo la generosità che caratterizza i giovani. Accompagnamoli a diventare protagonisti nella costruzione mondo migliore. Loro sono un motore potente per la Chiesa e per la società. Non hanno bisogno solo di cose, hanno bisogno soprattuto che siano proposti loro quei valori immateriali, che sono cuore spirituale e la memoria di un popolo. In questo santuario, che fa parte della memoria del Brasile possiamo quasi leggere: spiritualità, generosità, solidarietà, perseveranza, fraternità, gioia. sono valori che trovano la loro radice più profonda nella fede cristiana.

Il secondo atteggiamento; lasciarci soprendere da Dio. Chi è uomo o donna di speranza, la grande speranza che ci da la fede, sa che anche in mezzo alle difficoltà Dio agisce e ci sorprende. la storia di questo santuario ne è un esempio. Tre pescatori, dopo una giornata a vuoto senza riuscire a prendere pesce nel Rio, trovano qualcosa di inaspettato. L immagine di Nostra Signora della Concezione. Chi avrebbe mai detto che un luogo di pesca infuttuosa sarebbe diventato un luogo in cui tutti i brasiliani si possono sentire figli di una stessa Madre. Dio sempre stupisce, come il vino nuovo del Vangelo che abbiamo ascoltato. Dio riserva sempre il meglio per noi, ma chiede che noi ci lasciamo sorprendere dal suo amore, che accogliamo le sue sorprese. Fidiamoci di Dio, lontano da lui, il vino della gioia e della speranza si esaurisce. Se ci avviciniamo a lui, se rimaniamo con lui, ciò che ci sembra acqua fredda, cio che e difficoltà e peccato si trasforma in vino nuovo d’ amicizia con lui.

Il terzo atteggiamento: vivere nella gioia. Cari amici, camminiamo nella speranza lasciandoci sorprendere dal vino nuovo di Gesu, che ci offre nel nostro cuore. C’è gioia e non possiamo che esserne testimoni. Il cristiano è gioioso, non è mai triste. Dio ci accompagna, abbiamo una Madre che sempre intercede per la vita dei suoi figli. Per noi come la regina Ester della prima lettura. Gesù ci ha mostrato che il volto di Dio è quello di un padre che ci ama. Il peccato e la morte sono stati sconfitti e il cristiano non può essere pessimista. Non ha la faccia di colui che sembra trovarsi in un lutto perpetuo, se siamo davvero innamorati di Cristo e sentiamo quanto ci ama, il nostro cuore si infiammerà di una tale gioia che contagerà quanti vivono vicino a noi. Come diceva Benedetto XVI proprio qui, il discepolo è consapevole che senza Cristo non c’è luce, speranza, amore, futuro.

Cari amici siamo venuti a bussare alla porta della casa di Maria, lei ci ha aperto, ci ha fatto entrare e ci mostra suo figlio. Ora lei ci chiede qualcosa. E qualsiasi cosa vi dica, fatela. Sì Madre, noi ci impegnamo a fare quello che Gesù ci dirà e lo faremo con speranza, fiduciosi nelle sorprese di dio e pieni di gioia. Così sia».

Queste le parole del Pontefice durante l’omelia nel Santuario di Nostra Signora di Aparecida, pronunciate dopo una lettura tratta dal Libro di Ester e di un estratto del Vangelo secondo Giovanni, sulla trasformazione dell’acqua in vino. La prima messa pubblica in Brasile, ha attirato l’attenzione di migliaia di fedeli, che sono accorsi ad Aparecida.

Papa Francesco ha raggiunto l’altare dopo essersi fermato a pregare davanti alla statua della Vergine. All’inizio dell’omelia, gli è stata donata un’icona di Nostra Signora di Aparecida, opera di un artista locale.


 
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